In cammino con San Francesco – venerdì 2 ottobre 2026

Pellegrinaggio parrocchiale di S. Maria, Lizzanella e unità pastorale Vallarsa
Quest’anno si celebra l’anno Giubilare Francescano, istituito da Papa Leone XIV per gli 800 anni dalla morte, chiamata anche “transito”, di S. Francesco, avvenuta il 3 ottobre del 1226.

La comunità parrocchiale di S. Maria, Lizzanella e Vallarsa ha deciso di celebrare il Santo di Assisi attraverso un pellegrinaggio che, partito dalla chiesa di S. Antonio Abate a Lizzanella, si è poi concluso presso la chiesa francescana di S. Caterina.
Durante il percorso si sono alternati momenti di preghiera, canto, lettura e silenzio, focalizzandosi su alcuni aspetti della predicazione di S. Francesco.

Al momento del ritrovo a Lizzanella, si è scelto di recitare tutti assieme una fra le sue preghiere più belle, “Lodi a Dio Altissimo”, scritta intorno al 1224. In questa preghiera troviamo tre aspetti della spiritualità francescana: semplicità, umiltà e contemplazione del creato.
Un momento di approfondimento è stato offerto dalla lettura di un testo, scritto da fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di S. Francesco ad Assisi. In questo estratto si pone la domanda del perché il messaggio del Santo è ancora così attrattivo e attuale, a 800 anni dalla sua morte.
Tanti gli aspetti trattati nello scritto che, sintetizzando, descrive Francesco come un uomo innamorato di Dio e del Vangelo, che lui intendeva vivere integralmente. Da questa esperienza totalizzante scaturiscono la fraternità, perché tutti figli di un unico Padre, la pace, frutto di un cuore riconciliato in Dio, e la povertà, che si modella sulla figura di Cristo venuto al mondo povero e servo. “Forse è questa l’eredità più preziosa di Francesco… La testimonianza che il Vangelo è ancora capace di generare un’umanità pienamente compiuta”, afferma fra Moroni. È stupefacente come la vita di S. Francesco riesca ancora oggi ad affascinare credenti e non credenti, persone dalle culture più diverse che in lui trovano ”la verità dell’umano”.

La prima tappa del pellegrinaggio, lungo via Trieste prospicente la scuola elementare, ha avuto come tema il Creato, celebrato nel famosissimo “Cantico delle Creature” composto nel 1225 presso la chiesetta di S. Damiano. Nonostante Francesco fosse gravemente malato, egli compose una delle più famose lodi alla vita e alla bellezza del mondo. Oltre all’aspetto religioso, il cantico ha anche un valore storico in quanto testo fondante della letteratura italiana in volgare.

La seconda tappa, davanti all’ospedale cittadino, si è incentrata sui temi della sofferenza e della fragilità. Si è ricordato l’incontro di Francesco con il lebbroso, un momento chiave della sua vita, perché segna il suo cammino di penitenza e conversione.

La terza tappa, nei pressi del Monumento all’Alpino in via Dante, ha avuto come tema di riflessione la pace. Si è così ricordato l’incontro di S. Francesco con il sultano al-Malik al-Kamil nel 1219, durante la quinta Crociata. Armato solo dalla fede e dal desiderio di capire, S. Francesco vuole incontrare “il nemico” e capirne le ragioni e le paure, cercando una possibilità di dialogo.

Il pellegrinaggio si è quindi concluso con l’incontro con frate Nilo, collaboratore parrocchiale della chiesa francescana di S. Caterina. Nel suo intervento egli ha sottolineato come S. Francesco vedesse sé stesso ed il piccolo gruppo di frati che si unirono a lui come credenti in cammino, aperti al mondo, dediti alla predicazione del Vangelo. Questo concetto viene chiaramente espresso anche nella Regola dell’Ordine, segnando una differenza significativa con gli Agostiniani e i Benedettini, che esprimevano la loro missione all’interno di conventi.

I francescani, detti anche frati minori, nascono come predicatori itineranti, spogliati di ogni ricchezza, fiduciosi nella Provvidenza divina, segnati dalla penitenza, specchio di un Dio che nel farsi uomo ha voluto condividere con gli esseri umani il percorso terreno.

All’ingresso della chiesa di S. Caterina è stato intonato il canto “Benedizione a frate Leone”, il cui testo composto da S. Francesco invoca su tutti i presenti la pace e la misericordia del Signore. A seguire la lettura delle Beatitudini (Matteo 5, 3-9), la preghiera “Saluti alla Beata Vergine Maria” e il famoso canto finale “Laudato sie, mi Signore”.
Il pellegrinaggio ha rappresentato per i partecipanti un momento di unità e di riflessione alla luce dell’esperienza terrena di S. Francesco, la cui fede, profondità di pensiero e umanità sanno ancora parlare agli uomini di oggi, affascinati dalla sua vita, dalle sue parole e dal suo esempio.