Cantare suonando

Serata musicale dell’associazione Cantare Suonando presso la chiesa di S. Croce

Sabato 20 giugno nella chiesa di S. Croce sono risuonate le note della tastiera elettronica suonata con impegno ed intensità da un gruppo di ragazzi e ragazze dell’associazione Cantare Suonando che, dal 1997, si dedica all’insegnamento individuale della musica per persone con disabilità psicofisica. Guidati dal maestro Marco Porcelli, 12 solisti si sono cimentati a turno in brani che hanno spaziato dalla tradizione popolare trentina, alla musica classica e religiosa con musiche di Mozart, Schubert e Bach, per poi concludersi col famoso spiritual When the Saints Go Marching In cantato in coro dai ragazzi e dal pubblico presente.

L’iniziativa, organizzata da Sara Trainotti e Nicola Stefanati, ha avuto il pieno sostegno di don Francesco Viganò parroco di Santa Maria e Lizzanella che ha aperto la serata citando il Salmo 150 nel quale si invita a lodare Dio attraverso la musica, (….lodatelo con squilli di tromba, lodatelo con l’arpa e cetra, lodatelo con timpani e danze……) simbolo di armonia, in cui ogni strumento ha il suo valore. “Così – ha sottolineato don Francesco – nel mondo ciascuno di noi ha il suo posto, ha il “suo modo di suonare” per innalzare la propria lode al Signore.

La serata è stata condotta con la consueta competenza dal prof. Mario Cossali, anch’egli attivo nell’associazione, che ha illustrato la storia della chiesta di S. Croce eretta dal 1956 al 1958 su progetto dell’architetto Giovanni Tiella, in ricordo della chiesa che in passato faceva parte del monastero delle Dame Inglesi, distrutta durante la prima Guerra Mondiale.

Nel 1987 la chiesa viene ristrutturata dall’arch. Adolfo Fia, mantenendo l’originale stile neogotico della cappella originaria. Il prof. Cossali si è, inoltre, soffermato sulle opere che la rendono unica e degna di nota; fra queste le sculture lignee di Marco Morelli, di cui spicca il bellissimo crocifisso, mentre le vetrate e le ceramiche, ricche di colore e dinamismo, sono invece opera di Adolfo Fia. Una serata all’insegna dell’arte e dell’inclusione, dove tutti sono stati protagonisti e dove la musica ha inviato un messaggio di salvezza.

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