Pellegrinaggio GIOVANI verso Trento per apertura Anno Giubileo

Il pellegrinaggio verso Trento (27-30 dicembre 2024) è stata un’esperienza che ha coinvolto cuore e mente, un cammino che ha saputo trasformarsi in un’occasione di incontro, riflessione e crescita per ogni giovane partecipante. Il viaggio è iniziato venerdì mattina, con la partenza dalla chiesa di Santa Maria, e già il primo passo era carico di significato: camminare insieme, conoscersi e scoprire il senso di una comunità che si fa famiglia.

Durante il tragitto, i ragazzi hanno avuto l’occasione di camminare in coppie, condividendo storie, emozioni e frammenti di vita. Poi, immersi nel silenzio, hanno trovato lo spazio per riflettere e lasciarsi guidare da qualcosa di più grande. Quel silenzio, lontano dal caos quotidiano, ha permesso a molti di sentirsi liberi, di alleggerire il cuore e di arricchire la propria fede. Perché, in fondo, ogni passo non era solo un avanzare lungo il sentiero, ma un avvicinarsi a Dio.

Arrivati a Besenello, dopo una giornata intensa, il gruppo si è lasciato andare a una serata di giochi e risate, scoprendo quanto è bello stare insieme. Ma il pellegrinaggio non era solo un momento di svago: il sabato mattina è stato dedicato alla riflessione sul significato del Giubileo. Questo tempo speciale è stato presentato come un’opportunità per prendersi una pausa, per riposare non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. Fermarsi, guardarsi dentro e trovare quella pace che il ritmo frenetico della vita spesso ci nega.

A Trento, l’accoglienza calorosa all’Arcivescovile ha regalato un momento di grande emozione. È qui che si è parlato della “restituzione”. Durante la testimonianza di Federico e Filippo, prossimi all’ordinazione diaconale, è emerso un messaggio profondo: restituire a Dio, agli altri e alla comunità parte del bene ricevuto. Restituzione è riconoscere che nulla ci appartiene davvero e che possiamo essere strumenti di generosità e amore.

La domenica è stata il cuore del pellegrinaggio. La preghiera, le attività in gruppo e, infine, la celebrazione della messa di apertura del Giubileo nel Duomo di Trento hanno dato senso a tutto il cammino. Il saluto del vescovo ha sottolineato l’importanza del ringraziamento: dire grazie per la vita, per le persone che camminano accanto a noi, per ogni dono, grande o piccolo. Ogni momento, dal primo passo alla celebrazione finale, è stato un invito a riconoscere che il ringraziamento non è solo un atto, ma uno stile di vita.

Tornando a casa, molti hanno portato con sé non solo ricordi, ma un cambiamento interiore. Questo pellegrinaggio non è stato solo un viaggio verso Trento, ma un viaggio verso una fede più viva e autentica. Libertà, riposo, restituzione e ringraziamento non sono solo parole, ma valori che, quando vissuti con il cuore, possono illuminare ogni passo del nostro cammino quotidiano.